Cos’è la celiachia? E come una nutrizionista può aiutarti?
La celiachia è una patologia immunomediata, caratterizzata da una permanente intolleranza al glutine, ossia la componente proteica presente in numerosi cereali e nel frumento.
Nei pazienti celiaci, geneticamente predisposti, si osserva una enteropatia con atrofia dei villi intestinali a livello dell’intestino tenue, che determina sia il malassorbimento dei nutrienti, sia manifestazioni cliniche più importanti, come diarrea e altri sintomi extraintestinali.
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Celiachia: come si manifesta
Spesso la celiachia può manifestarsi in concomitanza con altre patologie di tipo autoimmune, sia nella fascia pediatrica che nell’età adulta.
Molti pazienti non sanno di essere celiaci perché non manifestano sintomi oppure perché questi ultimi sono abbastanza subdoli.
Tuttavia, la malattia celiaca, se non diagnosticata in tempo, può causare danni permanenti a carico del tratto intestinale portando all’atrofia dei villi intestinali, con conseguente malnutrizione e mal assorbimento.
Attualmente l’unica terapia efficace è una dieta completamente priva di glutine; per questo motivo essere seguiti nel percorso alimentare da un nutrizionista preparato garantisce un equilibrio nutrizionale a lungo termine, avendo sempre a disposizione una guida per destreggiarsi tra la miriade di prodotti industriali gluten free o ancora meglio, per imparare a riconoscere gli alimenti naturalmente privi di glutine, che riducono lo stato di infiammazione cronica e le conseguenti carenze nutrizionali.
Nutrizionista a Termoli per celiaci: La diagnosi
La malattia celiaca può essere diagnosticata con assoluta sicurezza attraverso l’indagine sierologica e biopsia della mucosa duodenale in corso di duodenoscopia.
La diagnostica sierologica prevede l’analisi degli anticorpi antiendomisio (EMA) e antitranslutaminasi (anti-tTG), dotati di un’elevatissima specificità e sensibilità. L’introduzione dello screening sierologico ha permesso di stabilire la frequenza di questa patologia nella popolazione, a un caso positivo ogni 100 pazienti esaminati.
Tuttavia non è sempre così facile ottenere dati certi, in quanto alla celiachia tipica, cioè quella che esordisce subito dopo il divezzamento, con sintomi gastrointestinali e blocco della crescita, si affiancano altre forme: quella atipica, con esordio tardivo e sintomi intestinali e extra-intestinali; quella silente, con positività sierologica e danno ai villi intestinali, ma priva di qualsiasi altra sintomatologica associata al glutine; quella potenziale, con indagine anticorpale positiva, ma con biopsia intestinale nella norma.
Si evince quindi, che una diagnosi tempestiva e precisa può rappresentare sul serio la chiave di volta. La strategia vincente è quindi seguire una dieta elaborata appositamente per questa condizione patologica.
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Celiachia: sintomi
I sintomi associati alla malattia celiaca non interessano solo l’intestino (diarrea, steatorrea, calo ponderale ingiustificato), ma possono manifestarsi anche in ambito extra-intestinale: tra questi sicuramente troviamo l’anemia sideropenica, ma anche stomatiti aftose ricorrenti, dolore osseo e maggiore suscettibilità alle fratture, infertilità e aborti ricorrenti nelle donne, depressione, dermatiti, alopecia, eczema ecc…
I sintomi quindi possono essere diversi e ingannevoli, tanto da far presumere altre patologie piuttosto che la celiachia, spesso scambiata addirittura per sindrome del colon irritabile.
Molto spesso infatti ricevo in studio pazienti che hanno impiegato diversi anni prima di giungere ad una diagnosi precisa.
Nutrizionista Termoli per celiaci: cosa mangiare, cosa no
La celiachia si manifesta nei soggetti geneticamente predisposti, con l’introduzione di cibo contenente glutine.
Quest’ultimo provoca una flogosi cronica con lesione dei villi intestinali che possono addirittura arrivare ad atrofizzarsi.
Da qui ne deriva il malassorbimento dei principali nutrienti, con conseguenti sintomi intestinali e calo ponderale eccessivo e non giustificato.
Queste lesioni istologiche a carico dei villi tuttavia sono reversibili, in quanto esse migliorano e spariscono nell’arco di qualche settimana, con l’esclusione dalla dieta di frumento, orzo e segale e dei loro derivati, adottando quindi una rigorosa dieta priva di glutine. Questo tipo di alimentazione va seguita per tutto l’arco della vita.
I cereali che quindi vanno eliminati dalla dieta sono: frumento, orzo, avena, segale, kamut, bulgur, cous cous, farro, frik, greunkem, seltan, spelta, monococco e triticale.
È importante sapere che bisogna prestare attenzione non solo a questi cereali e ai prodotti alimentari realizzati con le varie farine, ma anche ad altri cibi processati perché il glutine può essere utilizzato come addensante in moltissime preparazioni industriali.
Anche queste piccolissime tracce, nel paziente con bassissima tolleranza al glutine, possono far ricomparire tutta la sintomatologia e portare nuovamente all’atrofia dei villi intestinali.
Ci sono tuttavia cereali naturalmente privi di glutine come quinoa, grano saraceno, riso, mais, amaranto, sorgo, miglio, teff e fonio, che possono essere sostituiti tranquillamente a quelli sopra citati. Inoltre l’industria alimentare mette a disposizione moltissimi prodotti realizzati con farine naturalmente prive di glutine, ricavate da mais, riso, patate che possono sostituire i classici alimenti trasformati, quali biscotti, pasta, fette biscottate, pane, cracker ecc…
L’unico inconveniente sta nella composizione nutrizionale di questi prodotti: il glutine presente nelle farine più comuni ha un potere addensante o “collante” che facilita il processo di panificazione, ed è invece assente nei cereali gluten free; di conseguenza per ottenere la consistenza giusta spesso si ricorre a grassi di origine vegetale, che inevitabilmente rendono le tabelle nutrizionali diverse da quelle degli analoghi contenenti glutine.
Si consiglia pertanto di alternare i prodotti gluten free ai cereali naturalmente privi di glutine, in modo da assicurare il giusto apporto quotidiano di carboidrati e di grassi senza incorrere in squilibri nutrizionali che a lungo termine potrebbero portare a dislipidemie e incremento ponderale.
Se la dieta è elaborata correttamente, il paziente celiaco non dovrebbe andare incontro a particolari carenze nutrizionali.
Nei casi in cui si optasse per diete fai da te, il rischio potrebbe essere quello di riscontrare ad esempio, carenza di fibra, dal momento che i prodotti gluten free sono molto raffinati; carenza di vitamina B6, soprattutto nelle donne in gravidanza; carenza di calcio con conseguente alterazione della mineralizzazione ossea; carenza di ferro e conseguente anemia microcitica.
Nutrizionista per celiaci a Termoli: le conclusioni
La dieta senza glutine è di fondamentale importanza per il paziente celiaco e rappresenta l’unico trattamento per chi soffre di questa patologia.
La terapia nutrizionale va seguita scrupolosamente per tutta la vita senza strappi alla regola, perché l’ingestione di minime quantità di glutine, anche dopo anni di trattamento, può far ripresentare tutta la sintomatologia, dovuta alla ricaduta delle lesioni intestinali.
Di conseguenza è necessario che vengano modificate le abitudini non solo del paziente, ma anche della cerchia familiare, in modo da scongiurare possibili contaminazioni tramite l’utilizzo di stoviglie o utensili a uso esclusivo.
In questo contesto si rende indispensabile la figura del biologo nutrizionista che può guidare il paziente celiaco e l’intera famiglia nel percorso alimentare più adatto, evitando carenze nutrizionali e chiarendo eventuali dubbi.
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FAQ – Le domande più frequenti sulla celiachi?
Come riconosco i prodotti gluten free in commercio?
Il simbolo internazionale che sta a indicare alimenti privi di glutine è la spiga di grano sbarrata
È sconsigliato frequentare ristoranti e pizzerie?
Assolutamente no, è invece consigliato frequentare punti di ristoro in cui è possibile avere tutte le garanzie dietetiche di cui la persona con malattia celiaca ha necessità.
Posso mangiare frutta secca e semi oleosi?
Sì in quanto sono naturalmente privi di glutine; inoltre sono ricchi di acidi grassi e proteine.
Come riconosco i locali che si sono adeguati alle direttive per la preparazione dei cibi gluten free?
Il bollo “A tavola senza glutine/Bi-Aglut” viene esposto da ristoranti e pizzerie che hanno aderito al protocollo di preparazione dei cibi e in cui è possibile gustare piatti privi di glutine
Sono previsti aiuti economici per l’acquisto dei prodotti gluten free?
Sì, il Decreto Ministeriale 8 luglio 2001 prevede l’erogazione gratuita dei prodotti senza glutine, fino a una quantità massima mensile variabile a seconda della fascia di età, in presenza di una diagnosi fatta da un centro accreditato per la diagnosi e la cura della malattia celiaca.
Dove posso consultare una lista degli alimenti consentiti?
L’elenco degli alimenti suddivisi in permessi, a rischio e vietati può essere consultato sul sito www.celiachia.it, curato dall’Associazione Italiana Celiachia (AIC)