In cosa consiste la prima visita dal nutrizionista? Cosa succede e cosa aspettarsi? In questo breve articolo fugheremo ogni dubbio!
In questo articolo analizzeremo quali sono questi step, quali sono i metodi che utilizzo per valutare lo stato nutrizionale e come si evolve il percorso di educazione alimentare.
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Punto 1: Le motivazioni
Innanzitutto partiamo dalle motivazioni che possono spingere un paziente a rivolgersi al nutrizionista:
Specifiche condizioni fisiologiche, come la gravidanza o l’allattamento
Nutrizione sportiva
Nutrizione pediatrica
Se si desidera perdere peso in modo sano ed equilibrato o potenziare la massa muscolare
Corretta educazione alimentare della famiglia
Per evitare carenze nutrizionali
In caso di specifiche condizioni patologiche che richiedano approcci mirati (es. sindrome del colon irritabile, sindrome dell’ovaio policistico, celiachia, diabete, dislipidemia, ipertensione, endometriosi, ecc…)
In caso di cattiva gestione dei pasti sul luogo di lavoro
In caso di intolleranze e allergie alimentari
Affidarsi al nutrizionista permette di avere a disposizione tutte le conoscenze necessarie a gestire meglio i pasti e la spesa settimanale, ma anche ad avere più chiarezza su cosa è possibile mangiare e cosa invece sarebbe meglio evitare in caso di particolari patologie precedentemente diagnosticate.
Il nutrizionista sa quali sono le reali necessità del paziente, quali sono gli alimenti che possono aumentare lo stato infiammatorio e quali invece sono in grado di ridurlo.
Queste sono le basi per poter avere sempre a disposizione una guida che con professionalità ed empatia sia in grado di guidare il paziente nel percorso nutrizionale, assecondando gusti e preferenze, garantendo lo stato di salute e sostendo le fasi più critiche o di sconforto.
Punto 2: La prima visita
La prima visita (della durata di circa un’ora) mi permette di avere ben chiara la condizione generale del paziente, lo stato di salute e di valutare la condizione dello stato nutrizionale, in modo da poter pianificare il percorso più adatto per ottenere uno specifico risultato, che non si riduce solo al calo ponderale ma anche al miglioramento del benessere generale (ad esempio gestione della stanchezza post-prandiale, diminuzione delle cefalee, miglioramento della qualità del sonno, potenziamento della prestazione sportiva, incremento dell’agilità in pazienti a ridotta mobilità ecc…).
Per delineare un quadro preciso la prima visita si articola seguendo alcune fasi:
COLLOQUIO CONOSCITIVO
Attraverso una serie di domande vengono approfonditi i seguenti punti:
Motivo della visita (cosa spinge il paziente a intraprendere un percorso di educazione alimentare e considerazioni sul raggiungimento degli obiettivi previsti)
La storia clinica (valutazione di patologie precedentemente note, esami ematochimici, indagini di eventuali allergie o intolleranze già verificate, assunzione di farmaci o integratori)
Abitudini e stile di vita (attività fisica e sportiva, frequenze e intensità degli allenamenti, tipologia di lavoro sedentario/attivo)
La storia ponderale (valutazione di precedenti percorsi nutrizionali o cambi di peso repentini o dilatati nel tempo)
Anamnesi alimentare (quanto, cosa e come si mangia nell’arco della giornata, preferenze alimentari, particolari esigenze legate agli orari di lavoro o all’attività fisica)
MISURAZIONI
In questa fase vengono rilevate alcune misurazioni utili a delineare lo stato nutrizionale del paziente, attraverso:
ANTROPOMETRIA: peso e altezza, al fine di verificare il BMI, ossia l’indice di massa corporea che definisce lo stato di appartenenza (sottopeso, normopeso, sovrappeso, obeso), il metabolismo basale, il dispendio energetico derivante dalle attività svolte e l’eventuale presenza di rischio cardiovascolare. Saranno rilevate inoltre alcune circonferenze (vita, fianchi, coscia, braccio) per verificare l’andamento del calo ponderale.
BIOIMPEDENZIOMETRIA: che consente la rilevazione della quantità di massa grassa, massa magra, stato d’idratazione, stato di distribuzione del liquidi corporei (intra/extracellulari).
Punto 3: Elaborazione del piano nutrizionale
Una volta raccolte tutte le informazioni precedenti sarò in grado di elaborare un piano nutrizionale adatto alle esigenze del paziente e in grado di fornire tutti i micro e macronutrienti nelle giuste quantità.
Il mio compito infine non si riduce ad una semplice spiegazione della gestione del menù settimanale, ma è volto anche a fornire consigli utili per guidare il paziente nella scelta consapevole degli ingredienti, fornendo le nozioni per leggere le etichette nutrizionali e per scegliere il prodotto con una migliore qualità.
Il paziente sarà quindi guidato da me nell’intero percorso che porterà alla fine non solo al raggiungimento di determinati obiettivi, ma anche all’acquisizione degli strumenti che gli permetteranno di gestire in completa autonomia i pasti nella fase del mantenimento.
La dieta elaborata è personalizzata e unica, perché deve permettere una gestione ottimale della giornata, senza stravolgimenti e difficoltà.
Cosa succede dopo la prima visita? Gestione dei controlli periodici
A distanza di un mese, salvo eventuali esigenze particolari, viene effettuato il controllo, della durata di circa mezz’ora. In questa fase valuteremo il miglioramento dei vari parametri antropometrici e bioimpedenziometrici, ma anche i vari cambiamenti che sono avvenuti di pari passo al miglioramento del quadro clinico e nutrizionale. Verranno poi apportate le modifiche al piano alimentare in modo da perfezionare il percorso nutrizionale.
Queste sono quindi le varie fasi che mi consentono di stilare una dieta ad hoc per ogni paziente.
Concludo con l’etimologia di questa parola: il termine dieta deriva dal greco δίαιτα (diaita) e sta ad indicare non il programma nutrizionale per la perdita del peso in vista della fatidica prova costume, ma lo stile di vita e le abitudini, corrette e sane in grado di soddisfare le esigenze nutrizionali dell’organismo e il benessere psicologico e fisico. È proprio questo il mio compito: fare da guida in questo cammino verso l’armonia tra mente e corpo.
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